Terrazze di Montevecchia | VINO E BRIANZA
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Vino e Brianza

Il legame tra Montevecchia e vino ha origini assai lontane nel tempo e si deve risalire sino ai primi insediamenti romani dell’allora “Mediolanum”, ed a quei colli poco più a nord ritenuti strategici rilievi d’osservazione e ideali pendii per la coltivazione della vite.

La qualità e la finezza dei vini che vi si producevano fu cantata da numerosi letterati, su tutti il poeta milanese Carlo Porta, che nella prima metà dell’ottocento aveva esaltato i vini prodotti in numerose località della Brianza.

Così come in anni più recenti il vino di Montevecchia annovera fra i suoi estimatori dichiarati Gianni Brera e Mario Soldati, affascinati dalla personalità di quei vini così particolari e dedicati.


Mario Soldati in ``vino al vino``. Alla ricerca dei vini genuini – Mario Soldati – Mondadori.

“…..Un altro vino celebrato dal Porta è quello di Montevecchia, in Brianza, a pochi chilometri da Monza. Siamo in provincia di Lecco; ma non troviamo, forse, altre vigne più vicine a Milano. Dico vigne di una certa estensione. Misurato sulla carta, in linea d’aria, Montevecchia dista dalla Madonnina 24 chilometri.
E’ tra le più belle posizioni di tutta la Brianza: uno spalto altissimo, un balcone che si erge, fuori dalle nebbie, e si affaccia diritto a sud: nelle giornate di vento, si vede dalla Cisa al Monte Rosa.
Si alza e si affaccia sulla pianura padana, come un immenso spalto tra un ramo e l’altro del lago di Como. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume e le nebbie, che salgono dalla pianura e dai laghi, la sfiorano fruttuosamente: è chiaro, ormai, che il vino più delicato e più squisito deriva sempre da uve maturate al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vite.
Viticolarmente, la posizione geografica di Montevecchia , è quanto di meglio si possa desiderare.

Milano, metropoli industriale, ignora di avere alle proprie porte questa miracolosa possibilità. Cerca, paga ed esalta i vini più lontani ed esotici. Non si rende conto che, senza dover superare eccessive difficoltà, e ricavandone uno straordinario profitto anche finanziario, potrebbe riinventare, o inventare, il suo vino. Il “ vino di Milano “: perché no?
Credevo, in buona fede, che il Montevecchia non esistesse più……….”